Una leggenda chiamata Solina
Ben più fondate sono le attestazioni di origine medievale date dai numerosi detti popolari, quali:
'Quella di Solina aggiusta tutte le farine'
'Se il contadino vuol andare al mulino, deve seminare la Solina'.
Madre di tutti i grani antichi, il Solina è un frumento di grano tenero, rustico, adattatosi a terreni spigolosi ed inospitali, come quelli offerti dalle zone montane nei pressi dell'area aquilana del Parco del Gran Sasso.
Resistente alle erbacce, alle basse temperature e alle altezze, sviluppa una cariosside molto grande da cui si ricava una farina ruvida ed intesa per il palato e l'olfatto.
Proprio a causa della difficile coltivazione di questa varietà, la produzione è limitata, motivo per cui subisce un periodo di abbandono.
Agli inizi del XX sec, grazie anche al lavoro del genetista Nazareno Strampelli, è stato riscoperto.
Un grano 'forte e gentile' come l'Abruzzo e i suoi abitanti.
Non è semplicissimo manipolarla, ma con qualche accortezza e un po' di pazienza, si possono ottenere risultati ottimi.
Per esempio, queste crostatine sono fatte con la frolla alla Solina..
INGREDIENTI
- 300 gr farina di Solina setacciata
- 2 albumi
- 100 gr zucchero di canna
- 100 gr burro (freddo di frigo)
- buccia di un limone
PROCEDIMENTO
Disporre la farina a fontana su un piano, quindi mettere al centro lo zucchero di canna.
Aggiungere i due albumi, il burro tagliato a tocchetti (mi raccomando freddissimo), la buccia grattugiata di un limone e un pizzico di bicarbonato.
Amalgamare gli ingredienti velocemente lavorando l’impasto con la punta delle dita, giusto il tempo di compattarlo, facendo attenzione a non scaldarlo eccessivamente.
Formare una palla.
Avvolgere il panetto di pasta frolla nella pellicola e metterlo in frigo a rassodare per un'ora.
Togliete quindi il panetto dalla pellicola e utilizzatelo come preferite.
Io ci ho fatto queste crostatine alla frutta con crema al limone.



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